Figure come Nicola Perugini sembrano appartenere a quella generazione di autori cresciuti con le mani sporche di matita, chine e fogli sparsi sul tavolo della cucina, in un’epoca in cui il fumetto italiano viveva trasformazioni continue e chi decideva di intraprendere questa strada lo faceva quasi sempre per ossessione, prima ancora che per mestiere. Il suo percorso artistico parte da lontano, precisamente da Città di Castello, dove nasce il 5 marzo del 1973, ma il legame con Roma finisce presto per diventare il terreno vero della sua formazione umana e creativa. La Capitale, con il suo caos, le sue fumetterie storiche, i festival, gli studi di animazione e quell’energia un po’ anarchica che caratterizza da sempre il sottobosco artistico romano, accompagna infatti ogni tappa della sua evoluzione.
Autodidatta, e questa parola nel mondo del fumetto pesa ancora tantissimo, Perugini costruisce il proprio stile attraverso studio, sperimentazione e pratica continua, senza percorsi accademici tradizionali a guidarlo. Prima arriva l’esperienza nell’animazione presso diversi studi romani, un ambiente che inevitabilmente lascia tracce nel modo di concepire il movimento, la recitazione dei personaggi e soprattutto il ritmo della tavola. Basta osservare il percorso di molti disegnatori italiani cresciuti tra gli anni Novanta e Duemila per capire quanto il confine tra animazione e fumetto sia stato spesso sottilissimo: storyboard, dinamismo, timing narrativo, tutto finisce per contaminarsi.
Parallelamente sviluppa anche un’importante esperienza nell’illustrazione dedicata ai più giovani collaborando con la casa editrice Era Nuova di Perugia, ma il richiamo più forte rimane quello del fumetto inteso come arte sequenziale pura, quella forma narrativa fatta di silenzi, inquadrature e montaggio emotivo che riesce a raccontare mondi interi tra una vignetta e l’altra. Non sorprende quindi che uno dei suoi primi progetti più significativi sia “Metamorfex”, realizzato per Regulus, un lavoro che già lasciava intravedere una sensibilità molto precisa verso il racconto visivo e la costruzione dell’immaginario.
Il nome di Nicola Perugini entra poi nel radar degli appassionati anche grazie alla collaborazione con la casa editrice Cagliostro E-Press, realtà particolarmente amata da chi segue il fumetto indipendente italiano e le produzioni fantasy dal forte taglio autoriale. Qui firma episodi per i primi due volumi della serie “Acua”, per poi lavorare anche al quinto episodio della terza stagione di “Sette Sigilli”, progetto che negli anni si è ritagliato uno spazio interessante tra gli appassionati del fantasy made in Italy. Produzioni del genere raccontano molto anche dello spirito del fumetto indipendente italiano contemporaneo: tanta passione, community fidelizzate e artisti che continuano a credere nella narrazione disegnata come forma di artigianato culturale.
Chi frequenta fiere e convention sa bene quanto il rapporto diretto tra autore e pubblico sia diventato fondamentale. Proprio per questo il percorso di Perugini dentro gli eventi nerd italiani assume un valore particolare. La sua presenza nelle artist alley non è quella distante dell’autore irraggiungibile, ma quella di un artista che vive il contatto con lettori, collezionisti e giovani disegnatori come parte integrante del mestiere. Dal 2023 fino al 2026 è stato infatti ospite costante nelle artist alley di numerose manifestazioni, consolidando una presenza riconoscibile e apprezzata nel panorama fieristico nazionale. Bologna Nerd Show lo ha accolto nel 2025 e lo riconferma anche per il 2026, mentre Lucca Collezionando e San Beach Comics lo hanno visto protagonista come autore ospite, segnale di una carriera costruita passo dopo passo dentro la community del fumetto italiano.
Intanto il lavoro creativo continua senza rallentare. Tra i progetti più attesi compare il terzo episodio de “I Protettori dell’Avvento”, previsto in uscita nel 2026, opera che molti appassionati stanno seguendo con curiosità. A questo si aggiungono collaborazioni editoriali differenti tra loro ma accomunate da una forte identità narrativa, come “Dioverso”, pubblicato insieme ad Andrea Guglielmino, Emiliano Pagani e Garibaldi Vs Santa per la casa editrice Emme3, oppure il volume illustrato “Rinascita”, edito da Progetto Cultura su testi di Lorenzo Limoncelli, lavoro che mette in evidenza anche il lato più evocativo e pittorico della sua produzione.
Accanto all’attività di autore resta centrale anche quella di insegnante. Nicola Perugini oggi insegna fumetto come arte sequenziale presso la Schoolcomix di Aprilia, trasmettendo esperienza pratica e visione narrativa a una nuova generazione di artisti. E questa forse è una delle cose più affascinanti del suo percorso: il fatto che continui a vivere il fumetto non soltanto come produzione personale ma come linguaggio condiviso, qualcosa da tramandare, discutere, smontare e reinventare insieme ad altri appassionati.
Proprio per questo la sua presenza a RomaComics a Cinecittà World assume un sapore speciale. Manifestazioni del genere non sono semplicemente luoghi dove acquistare stampe o farsi firmare un volume. Diventano spazi dove si incontrano storie, percorsi umani e quella passione ostinata che continua a tenere vivo il fumetto italiano anche in un’epoca dominata dagli algoritmi, dai feed verticali e dai contenuti consumati in pochi secondi. E forse è proprio lì che autori come Nicola Perugini riescono ancora a fare la differenza: ricordandoci che una tavola disegnata bene può fermare il tempo molto più di qualsiasi trend digitale.


