Alessandra Angelini, conosciuta nel panorama cosplay come Alessandra Alicia Sierra, rappresenta una di quelle figure che riescono a trasformare una passione nata quasi per gioco in una vera identità artistica. Da oltre dieci anni attraversa fiere, festival ed eventi dedicati alla cultura pop con la naturalezza di chi non vive il cosplay come semplice hobby, ma come una forma espressiva capace di mescolare artigianato, interpretazione teatrale e immaginazione nerd. Proprio per questo la sua presenza tra le madrine di RomaComics assume un significato particolare per tutta la community cosplay italiana: Alessandra non incarna soltanto i personaggi che sceglie di portare sul palco, ma racconta un modo autentico di vivere questo universo fatto di creatività e dedizione.
Chi frequenta il circuito delle convention la associa immediatamente all’iconica Alicia Sierra di La casa di carta, personaggio che è riuscita a reinterpretare con una fedeltà impressionante, tanto da renderlo uno dei cosplay più riconoscibili del suo percorso artistico. Negli ultimi anni, però, il pubblico nerd e Marvel-addicted ha imparato ad ammirarla anche nei panni di Virginia “Pepper” Potts, figura storica dell’universo di Iron Man e compagna di Tony Stark, personaggio che Alessandra riesce a restituire con un equilibrio raro tra eleganza, precisione scenica e passione da fan vera. E chi vive il mondo Marvel sa perfettamente quanto sia difficile dare personalità a un personaggio apparentemente “meno spettacolare” rispetto agli eroi in armatura o ai super soldati.
Dietro ogni suo cosplay, però, non si nasconde soltanto l’amore per cinema, serie TV e fumetti. Una parte fondamentale della sua identità creativa nasce dal lavoro manuale, dalle ore passate a modellare foam, sperimentare materiali, cucire dettagli, correggere imperfezioni e inseguire quell’idea quasi ossessiva che ogni cosplayer conosce bene: trasformare qualcosa di immaginario in qualcosa di reale. Alessandra realizza personalmente gran parte dei propri costumi e considera ogni progetto una piccola sfida artistica, un percorso dove tecnica e fantasia si rincorrono continuamente. Ed è probabilmente proprio questo approccio artigianale ad averla resa una presenza così amata dal pubblico delle fiere italiane, perché chi la incontra percepisce immediatamente quella scintilla genuina che distingue chi “indossa un costume” da chi invece costruisce davvero un personaggio.
Il suo percorso nel mondo geek non si è limitato al palco o ai contest cosplay. Alessandra è stata anche organizzatrice e cofondatrice del Pellicano Festival Fantasy, esperienza che le ha permesso di vivere il dietro le quinte dell’universo fieristico, comprendendo quanto lavoro, passione e spirito di community si nascondano dietro ogni manifestazione dedicata alla cultura nerd. Una dimensione che spesso il pubblico vede soltanto in superficie, tra flash, selfie e show sul palco, ma che in realtà nasce dall’impegno di persone che credono davvero nella forza aggregante dell’immaginazione.
Parlando con lei emerge chiaramente una visione romantica e profondamente autentica del cosplay. Per Alessandra questo mondo rappresenta uno spazio sospeso, quasi una parentesi magica in cui la realtà quotidiana rallenta e lascia posto alla possibilità di diventare altro, di vivere storie amate da sempre, di sentirsi parte di universi che fino a pochi anni fa sembravano confinati soltanto sugli schermi o sulle pagine dei fumetti. Una filosofia che chi frequenta convention, raduni cosplay o eventi dedicati alla cultura pop conosce benissimo: quel momento preciso in cui una sala fieristica smette di essere soltanto un edificio e si trasforma in una dimensione parallela popolata da eroi Marvel, protagonisti anime, villain cinematografici e icone videoludiche.
Proprio questa energia renderà la sua presenza a RomaComics qualcosa di speciale per i fan che arriveranno a Cinecittà World. Perché incontrare Alessandra Alicia Sierra significa ritrovare quell’anima più vera del cosplay italiano, fatta di passione autentica, creatività manuale e amore sconfinato per le storie che hanno accompagnato intere generazioni di nerd, geek e sognatori. E in fondo è anche questo il motivo per cui il cosplay continua a emozionare dopo tutti questi anni: non importa quanto la realtà possa diventare complicata fuori dalle convention, basta una parrucca, un’armatura costruita a mano o una giacca rossa da rapinatrice per ricordarci che l’immaginazione, ogni tanto, riesce ancora a vincere su tutto.
(photo di Crossover Studio)


