Fra i corridoi pieni di armature in EVA foam, spade luminose, mantelli che sfiorano il pavimento e macchine fotografiche sempre pronte a catturare l’attimo perfetto, il cosplay vive di un equilibrio sottilissimo. Non basta il costume più accurato o la location più spettacolare: serve qualcuno capace di leggere davvero il personaggio, di trasformare un semplice scatto in una scena che sembra uscita da un anime, da un videogioco fantasy o da una splash page Marvel. Ed è esattamente qui che entra in gioco Gabriele Cortina, uno dei fotografi ufficiali di Roma Comics @ Cinecittà World 2026, pronto a raccontare attraverso il suo obiettivo tutta la magia della community cosplay italiana.
Roma Comics non è soltanto un evento dedicato alla cultura pop, ai fumetti, agli anime, ai videogiochi e al cosplay. Dentro le strade cinematografiche di Cinecittà World succede qualcosa di particolare ogni anno: le persone smettono per un momento di essere semplici spettatori e diventano protagonisti delle storie che amano. In mezzo a questa energia fatta di creatività, passione nerd e immaginazione condivisa, la fotografia assume un ruolo quasi narrativo. Non immortala soltanto costumi, ma identità, interpretazioni, emozioni, ore di lavoro e quella strana felicità che ogni cosplayer conosce benissimo.
Attivo ufficialmente sul territorio romano dal 2023, Gabriele Cortina si è fatto notare rapidamente grazie a uno stile immediatamente riconoscibile, sospeso tra fantasy sognante e suggestioni dark, con immagini che sembrano uscite da un concept art book o da una cinematic di un RPG fantasy vecchia scuola. Guardando i suoi lavori si percepisce subito che dietro la macchina fotografica non c’è soltanto un professionista tecnico, ma un appassionato autentico di immaginario nerd, uno di quelli cresciuti tra videogiochi, fantasy, manga e sessioni infinite di gioco di ruolo.
E in fondo basta ascoltarlo parlare per capirlo immediatamente. Dentro i suoi racconti convivono riferimenti a Dungeons & Dragons, battute piratesche, citazioni pop e quell’ironia un po’ autoironica che appartiene a chi frequenta fiere cosplay da anni e conosce perfettamente il caos meraviglioso che si scatena dietro ogni set fotografico.
La sua storia fotografica parte da lontano, da quella fascinazione adolescenziale che molti nerd conoscono fin troppo bene: osservare strumenti incredibili senza poterseli permettere davvero, fantasticando su macchine fotografiche e obiettivi come fossero artefatti leggendari di un JRPG. Gabriele racconta spesso di aver iniziato quasi “a molliche”, mettendo da parte lentamente i soldi necessari per acquistare la sua prima Canon 2000D. Da quel momento qualcosa è cambiato definitivamente. Corsi specializzati, libri divorati uno dopo l’altro, studio costante dei grandi fotografi contemporanei e una quantità enorme di tentativi, errori, esperimenti e fotografie sfocate che oggi diventano quasi ricordi affettuosi.
Perché uno degli aspetti più belli del percorso di Gabriele è proprio la sincerità con cui parla degli inizi. Nessuna posa da artista irraggiungibile, nessun racconto costruito artificialmente. Solo tanta pratica, dedizione e quella testardaggine che spesso accomuna chi prova a trasformare una passione geek in qualcosa di più concreto. In un periodo storico in cui molti cercano scorciatoie immediate sui social, il suo approccio ricorda quasi quello dei vecchi artigiani fantasy: imparare sbagliando, migliorare osservando, crescere continuando a provare.
Anche il soprannome “Pirate View”, inciso sulla sua attrezzatura fotografica, sembra uscito da una side quest di Sea of Thieves o da una campagna piratesca di D&D. Tutto nasce da una semplice bandana portata sempre con sé durante gli shooting e dal fatto che amici e colleghi abbiano iniziato a chiamarlo “il pirata”. Una di quelle cose che nelle community nerd accadono spontaneamente e poi restano appiccicate addosso per anni.
Le sue fotografie cosplay colpiscono perché non sembrano mai statiche. Non danno l’impressione di essere semplici pose davanti a una fotocamera. Ogni personaggio appare inserito in un micro-racconto, in una scena sospesa nel tempo. Ed è probabilmente questo il motivo per cui il suo stile si sposa così bene con eventi come Roma Comics @ Cinecittà World. Un festival dove cinema, fantasy, anime e videogiochi convivono continuamente, creando scenari perfetti per chi ama raccontare mondi attraverso le immagini.
Fra i set a cui è più legato spicca “Le Ninfe”, realizzato alle Mole di Narni, un luogo che sembra davvero appartenere a qualche regno elfesco dimenticato. Acqua cristallina, atmosfere eteree e modelle trasformate quasi in creature mitologiche. Ma nelle sue parole emerge anche un altro elemento fondamentale: la connessione umana. Per lui non esiste il “modello perfetto” nel senso classico del termine. Conta la sintonia, la capacità di mettere le persone a proprio agio, il dialogo continuo durante gli shooting. Ed è probabilmente proprio questa sensibilità che rende i suoi scatti così intensi.
Del resto il cosplay stesso funziona così. Chi frequenta fiere da anni lo sa bene: dietro un costume spesso si nasconde una persona timida che riesce a esprimersi davvero solo interpretando un personaggio. Un bravo fotografo deve capire questo equilibrio delicato, deve saper leggere le insicurezze e trasformarle in forza narrativa. Gabriele lo fa usando anche l’umorismo, con battute assurde e freddure così tremende da diventare quasi parte integrante del set. Una strategia nata per sciogliere la tensione, anche se a volte finisce in situazioni tragicomiche, come quella caduta alle Mole di Narni che ancora oggi gli ha lasciato una cicatrice e una storia da raccontare alle fiere.
Chi lo incontrerà a Roma Comics 2026 troverà un fotografo che vive il cosplay esattamente come lo vivono i fan: con entusiasmo autentico, rispetto per i personaggi e voglia di divertirsi. Non sorprende che uno dei suoi eventi del cuore sia il Festival dell’Unicorno, manifestazione che riesce a trasformare un borgo medievale in una dimensione fantasy reale. Un contesto perfetto per la sua sensibilità artistica.
Interessante anche il suo punto di vista sui social network e sulla fotografia contemporanea. Gabriele non nasconde le ombre di questo mondo, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei modelli e delle modelle. Parla apertamente della necessità di creare ambienti sicuri durante gli shooting, consigliando spesso ai cosplayer di presentarsi accompagnati ai primi incontri fotografici. Un approccio serio, umano e profondamente professionale che oggi vale tantissimo, soprattutto all’interno delle community cosplay.
E poi c’è quella parte profondamente nerd della sua personalità che probabilmente lo rende ancora più vicino al pubblico di Roma Comics. Lui stesso scherza sul fatto di lasciare sempre pronta la macchina fotografica perché “non si sa mai”: magari un giorno potrebbe comparire un drago sul balcone o bussare alla porta uno Jedi annunciandogli di essere il prescelto. Onestamente? Dentro una manifestazione come Roma Comics @ Cinecittà World una scena del genere non sembrerebbe nemmeno così impossibile.
Fra scenografie cinematografiche, cosplay spettacolari, show, concerti, videogame area e universi fantasy che si intrecciano continuamente, la presenza di fotografi come Gabriele Cortina aggiunge un tassello fondamentale all’esperienza dell’evento. Perché ogni cosplay racconta una storia, ma serve qualcuno capace di fermarla in un’immagine destinata a rimanere molto oltre la fine della convention.
E conoscendo l’atmosfera che si respira ogni anno tra i viali di Roma Comics, viene da pensare che i suoi scatti riusciranno ancora una volta a catturare qualcosa che va oltre il semplice costume. Quel momento preciso in cui un fan smette di interpretare un personaggio e, anche solo per un attimo, diventa davvero parte del suo mondo.


